Nicolas Vaporidis Fansite

Uno dei migliori attori in Italia

Questo sito propone recensioni di film bellissimi dello stesso genere del nostro attore preferito, Nicolas Vaporidis. Gustatevi tutte le recensioni che magari troverete qualcosa di vostro gradimento! Buona lettura!


Django Unchained

Film dell'anno a sua Epoca

Film reperibile su cb01... Due anni prima della guerra civile americana, lo schiavo nero Django (Jamie Foxx) incontra uno stravagante cacciatore di taglie, il dottor Schultz (Christoph Waltz). Django dovra mettere il dottore sulle tracce dei tre fratelli Brittle, sui quali pende una lauta ricompensa, ed in cambio sara liberato. Quentin Tarantino ci propone un western carico di scene, dialoghi, personaggi tipicamente paradossali e ironici, mantenendo la propensione per lo splatter e i rallenty come da consueto stile del regista. Per imbastire il suo raffinato e complesso palcoscenico, la scelta di Tarantino e caduta su Jamie Foxx, nei panni del nero indurito dalla schiavitu e capace di alzare la testa verso la ribellione, e Christoph Waltz, che ha gia dato mostra di adattarsi bene allo stile cinico del regista in 'Bastardi senza gloria' dove calcava i panni del capo delle ss. Una coppia bianco/nero perfettamente funzionante, capace di non far stonare il tema della schiavitu nelle piantagioni con lo stile dei piu classici spaghetti western. Non mancano i brillanti dialoghi, botta e risposta ingegnosi e scene memorabili. Gli splendidi sfondali del deserto texano e la ricercata fotografia si alternano a momenti che spingono forse con eccesso sull'ironico, come nella scena dell'assalto in stile Ku Klux Klan, ed altri invece di intenso dramma e crudelta. Per il resto gli elementi del perfetto western alla Sergio Leone ci sono tutti: dal saloon con sceriffo, alle pistolettate, dai primi piani con sguardi glaciali, ai titoli di testa e di coda a tutto schermo, dai momenti di calma cui segue la furente battaglia alla bella da salvare (Kerry Washington) e infine gli eroi buoni che ammazzano i cattivi e ottengono la giusta vendetta; il tutto con le musiche di Ennio Morricone ed un cast eccezionale cui possiamo aggiungere DiCaprio nel ruolo del crudele ed affascinante uomo d'affari, Samuel L. Jackson, il vecchio cameriere, e Franco Nero come pistolero, piu un cameo abbastanza lungo in cui recita lo stesso Tarantino verso la fine del film (uno dei tre mercanti di schiavi).

Cowboys VS Aliens

Un film un po' differente ma comunque ottimo

Un cowboy (Daniel Craig) che si risveglia nei pressi di una cittadina del Far West, Absolution, senza ricordare nulla, nemmeno il proprio nome. E si trova al polso uno strano congegno metallico. Cosi inizia questo fanta-western che miscela pistoleri, assalti alla diligenza e risse da saloon con alieni venuti sulla Terra con cattive intenzioni. Lo sconosciuto cowboy giunge in citta, dove poco per volta tornera ad acquistare la memoria della sua vita precedente. Il freddo e impassibile pistolero trovera parecchi nemici, come il colonnello Dolarhyde (Harrison Ford), col quale dovra tuttavia stringere una temporanea alleanza per fronteggiare il nemico comune. Ad affiancarlo inoltre c'e Ella (Olivia Wilde), la misteriosa pistolera, e una banda di fuorilegge. La miscela abduction e far west stona quanto basta per mostrare il tutto per quel che e veramente: un palco montato ad arte col solo scopo di creare un action movie vagamente non banale come idea, dai discreti effetti speciali e un cast sopra le righe, destinato comunque a impantanarsi nel torrido di una storia non eccelsa. E mentre ci si domanda perche il colonnello Ford non estragga la frusta da Indiana Jones, o perche il pistolero Craig non debba riuscire a mostrare piu di una sola espressione in tutto il film, o del perche della presenza della giovane Ella se non per metterci una donna, le due ore in ogni caso passano relativamente in fretta, senza momenti morti. Un film un po' come un collage di personaggi macchietta ritagliati dal regista da una graphic novel, adattati alla meno peggio per renderli piu gradevoli al pubblico e appiccicati sullo schermo in memoria forse dei vecchi western; un film salvabile e godibile solo per la presenza di Harrison Ford che mette un paio di buone ed espressive scene a salvare la baracca, per il resto e tutta solo scena.

Big City

Il Far West come non lo avete mai visto

Nel Far West, sulle sponde di un fiume, sorge la piccola Big City, con il suo saloon, il bel cowboy coraggioso, il becchino, il droghiere cinese, il ricco banchiere e lo sceriffo. Quando la citta viene minacciata dagli indiani, a seguito dell'arrivo di nuovi coloni, tutti gli uomini sopra i 12 anni vanno a contrastarli, e poi anche tutte le donne sopra i 12 anni, per dar loro man forte. Cosi i piccoli restano in citta da soli, con uno sceriffo ritardato e un giudice ubriacone come unici adulti, e quando non vedono far ritorno nessuno dal combattimento fanno propria la citta. Ma come spartirsi i compiti? Semplicemente proseguendo l'attivita del proprio padre, o madre. Cosi la citta rivive in piccolo, con amori, scazzottate e intrighi, fino a tornare minacciata dagli indiani, i figli dei pellerossa impegnati in combattimento. Big City e un film per tutta la famiglia, dall'ottima scenografia, ricca di cliche tipici dei film sul Far West e con qualche tocco ironico (il protagonista non puo che chiamarsi Wayne e voler chiamare suo figlio John). Tutta la vicenda quindi e vista con un certo candore, non del tutto ingenuo, visto anche qualche parolaccia un po' a sproposito in questo tipo di film. La morale e il significato tuttavia sono abbastanza profondi, ed escono dalla bocca del giudice: il voler migliorare il mondo puo essere fatto solo dai bambini, le future generazioni, e questi non devono comportarsi come i rispettivi adulti, spinti dalla bramosia e dal cieco odio. Altri temi trattati sono quelli del razzismo, in un'epoca in cui i neri erano gia liberi dalla schiavitu, ma in cui di fatto permanevano ancora le differenze di diritti nei fatti, e il tema della carneficina dei pellerossa, dapprima privati della loro fonte di sostentamento, i bisonti, e quindi delle proprie terre. Quindi Big City si fa vedere piu che volentieri e lascia spazio anche per qualche riflessione piu seria e radicata nella realta. Big City ora si trova anche in Altadefinizione

Appaloosa

Non ha bisogno di presentazioni...

Appaloosa c il nome della cittadina protagonista di questo western. Siamo nel 1882, New Mexico, e lo sceriffo Virgil Cole (Ed Harris) e il suo aiutante Everett Hitch (Viggo Mortensen) raggiungono la cittadina, dove vengono assoldati dai ricchi cittadini per sostituire lo sceriffo, ucciso dallo spregiudicato Randall Bragg (Jeremy Irons), proprietario terriero e di mandrie. Cole e Hitch dovranno ristabilire la legge e portare alla giustizia Bragg, e nello stesso tempo fare i conti con una bella donna arrivata in citta da poco, Allison French (Rence Zellweger), che portera turbamento nei cuori dei due uomini. Dopo i suoi ultimi film, come Oceano di Fuoco Hidalgo, vedere un film di Mortensen mi turba sempre un po'. In questo caso per fortuna l'attore c all'altezza di una pellicola in cui il suo ruolo, quello di spalla dell'attore principale (Ed Harris) viene sovvertito in vari momenti, come nel finale, dove gioca il ruolo di attore principale. In effetti c arduo stabilire chi sia il personaggio pil importante, in quanto tutti i protagonisti sono ben caratterizzati e hanno i loro momenti di infamia e momenti di lode. Ed Harris riesce perfetto nel suo ruolo di senza macchia e senza paura, dall'espressione glaciale, cosg come Rence Zellweger, in un ruolo decisamente fastidioso quanto ben recitato. Tornano molti degli elementi dei film di Sergio Leone, o dei grandi film western, ma con in pil una certa ricerca raffinata dell'innovazione. La ricerca psicologica all'interno dei protagonisti per esempio, la loro lealta, verso gli amici ma anche verso gli altri (come nella breve apparizione degli indiani, che qui non sono nc buoni nc cattivi), l'apparente freddezza e calma, e il senso dell'amicizia, dell'onore, traspaiono dalla pellicola senza essere mai palesati direttamente. E alla fine il tema della devozione, del sacrificio per gli alti ideali in cui si crede, o per la sincerita verso un leale amico. Un film western quindi non scontato, rievocativo dei vecchi fasti del genere, dalla regia di grande spessore dello stesso Ed Harris.

The Eagle

Per Finire in Bellezza...

Marco Flavio Aquila (Channing Tatum), appena nominato centurione, arriva in Britannia, al comando di un avamposto romano. Siamo nel 140 a.C., e le popolazioni locali, rivoltatesi contro i romani invasori delle loro terre, compiono scorribande e assaltano il forte romano. Aquila si batte con coraggio e con lealta verso i propri uomini, e riceve per il senso dell'onore e la fedelta dimostrate all'impero delle onorificienze, ma per le ferite riportate e costretto a lasciare la vita militare. Questo gli fa perdere l'occasione di riscattare l'onta subita dalla sua famiglia, quando il padre, al comando di 5000 uomini della IX legione partita per il nord, e annientata in un agguato, aveva perso l'aquila, lo stendardo simbolo di Roma. Marco, incapace di darsi pace per il forte senso dell'onore che lo muove, partira per le terre del nord assieme ad uno schiavo britanno, Esca (Jamie Bell), per scoprire la fine della IX legione e dell'aquila perduta. The Eagle non presenta un tema particolarmente innovativo, gia di recente il discreto Centurion ci aveva fatto rivivere analoghe gesta di romani al tempo del Vallo di Adriano. Stavolta pero si riesce a vedere la situazione da due punti di vista, non del tutto differenti, quello dei romani e quello delle popolazioni della Britannia, che all'epoca erano divise in tante tribu. I romani vedevano come selvagge quelle popolazioni, piu primitive tecnologicamente, dedite ancora a riti sacrificali; d'altra parte queste popolazioni vedevano allo stesso modo i romani, selvaggi che torturavano e prendevano con la forza terre non appartenenti a loro, e dediti ai violenti giochi gladiatori. La storia mette insieme proprio i rappresentanti di questi due mondi a confronto, Marco ed Esca, nemici per origine eppur capaci di trovare nel senso dell'onore e della lealta un punto di unione e di amicizia. Il regista, complice una ricercata fotografia delle inquadrature e scenografia, e adottando il solito filtro scuro per rendere le riprese piu drammatiche, ci immerge in una storia interessante fino alla fine, sempre accompagnata da un filo di suspence mai esagerata, con anche una certa attenzione rivolta alle usanze e ai particolari del tempo. Dialoghi che non scadono mai nel pomposo o nell'ingenuo, e scene d'azione che meritano (come la testuggine romana verso l'inizio). Qualche dubbio solo verso la fine del film, con un 'colpo di scena' nella trama cinematograficamente certo di effetto ed emozionante ma piuttosto improbabile; per il resto il film avvince e riempie velocemente le quasi 2 ore di pellicola.

Robin Hood

L'eroe preferito dai Poveri

Ridley Scott ci racconta la sua storia di Robin Hood, ennesimo rimaneggiamento cinematografico dopo i grandi classici sul bandito gentiluomo che ruba ai ricchi per dare ai poveri (come il Robin Hood - Principe dei Ladri del '91 con Kevin Costner). Questa volta la storia non e incentrata sul Robin Hood fuorilegge e le sue scorribande, ma sulla sua 'nascita' come tale. Robin Longstride e un arciere al servizio di re Riccardo Cuor di Leone, che combatte in Terrasanta durante le crociate. Alla morte del re, Robin approfitta di uno scambio di identita con un cavaliere per tornare in patria con alcuni fidati amici e compagni d'arme (Will Scarlett, Big John). Riportata la corona in patria, salda il debito contratto in punto di morte con il cavaliere, riportandone la spada al padre, Walter Loxley. Conoscera cosi Marion, la moglie del defunto cavaliere. Lo scambio di personalita continuera ancora, in una Inghilterra fiaccata dalle tasse esorbitanti del principe Giovanni e dalle minacce di guerre civili e della invasione francese. A prendere la parte dell'eroe diretto da Ridley Scott e anche stavolta Russell 'il Gladiatore' Crowe, che invece che camminare per i campi di grano dell'aldila si limita a seminarli del grano rubato alla Chiesa nei boschi di Sherwood. Sua compagna, donna ribelle e risoluta, diviene Lady Marion (una splendida Cate Blanchett). Il paladino si fa portatore di rinnovata e tanto desiderata liberta del popolo inglese, soggiogato dal malgoverno del principe Giovanni, inneggia ai valori dell'eguaglianza e solleva i cuori contro il pericolo francese, risultando alla fine il condottiero acclamato da tutti gli uomini nello scontro finale. La regia e all'altezza delle aspettative cosi come lo straordinario cast e le scenografie splendidamente ricreate, d'obbligo per un film dal sentore di kolossal come questo. Anche la lunga durata e comunque alleggerita da un racconto abbastanza interessante e da una leggera ironia di fondo, tipica anche del personaggio protagonista. Manca tuttavia la capacita della storia di risultare per qualche verso memorabile o incisiva, come poteva essere per il Gladiatore, o come poteva essere per un film, per certi versi similare, come il Braveheart di Mel Gibson.